DJI Avata 360 vs Neo 2: quale drone scegliere?
A prima vista, il DJI Neo 2 e il DJI Avata 360 sembrano un po’ simili. Stessa architettura ispirata ai CineWhoop, stesse eliche protette… Eppure, questi due droni chiaramente non sono stati pensati per lo stesso uso. Dal lato, un drone progettato per riprese automatiche, il tracciamento del soggetto e la semplicità d’uso. Dall’altro lato, un vero e proprio drone FPV in grado di filmare a 360°, che punta soprattutto sull’immersività e sulle possibilità creative. Ma quali sono davvero le differenze e i punti in comune tra questi due modelli? Quale offre le funzionalità più interessanti? Quale garantisce la migliore qualità dell’immagine? E, soprattutto, quale si adatta meglio alle tue esigenze? Tutte le risposte in questo confronto completo tra DJI Avata 360 e Neo 2.
DJI Avata 360 vs Neo 2: L’essenziale da sapere
Non hai tempo (o voglia 😅) di leggere tutto? Ecco le principali differenze da tenere a mente tra il DJI Avata 360 e il Neo 2 👇
- 🛩️ Il Neo 2 è quasi tre volte più leggero (151 g contro 455 g) e rientra nella categoria europea C0, più flessibile rispetto alla C1 dell’Avata 360.
- 💾L’Avata 360 supporta schede microSD fino a 1 TB, a differenza del Neo 2 che si accontenta dei suoi 49 GB di memoria interna.
- 🎮 Il Neo 2 può essere usato senza telecomando, in volo autonomo o tramite l’app DJI Fly, mentre l’Avata 360 è pensato soprattutto per il pilotaggio classico o in FPV.
- 📡L’Avata 360 integra direttamente il sistema di trasmissione DJI O4+, mentre il Neo 2 funziona di default tramite Wi-Fi e può essere dotato di un modulo DJI O4 opzionale.
- 🔋L’Avata 360 offre un’autonomia leggermente superiore (23 minuti contro i 19 minuti dichiarati).
- 🚀 Più veloce e più reattivo,l’Avata 360 è più adatto a chi ama i voli dinamici e un’esperienza di pilotaggio coinvolgente.
- 🎥 Il Neo 2 punta sulle modalità automatiche (SelfieShot, MasterShots, Dolly Zoom…) e su un’eccellente tracciamento del soggetto, mentre l’Avata 360 punta soprattutto sulla registrazione video a 360°.
- 📷 Grazie ai suoi due sensori da 1/1,1 pollici, l’Avata 360 offre una qualità dell’immagine migliore, soprattutto quando la luce cala, oltre a maggiori possibilità in post-produzione grazie al D-Log M e al formato RAW.
- 💸 Con un prezzo di partenza di 239 €, il Neo 2 costa quasi la metà rispetto all’Avata 360 (459 €).
📌 Se cerchi un drone semplice, compatto e conveniente, il Neo 2 è probabilmente la scelta migliore. Se invece vuoi soprattutto realizzare video originali a 360° e goderti una maggiore libertà in fase di montaggio, l’Avata 360 è il modello di riferimento.
DJI Avata 360 vs Neo 2: Design

| DJI Avata 360 | DJI Neo 2 | |
| Peso | 455 g | 151 g (senza ricetrasmettitore) 160 g (con ricetrasmettitore) |
| Dimensioni (L x W x H) | 246 × 199 × 55,5 mm | 147×171×41 mm (senza ricetrasmettitore) 167×171×54 mm (con ricetrasmettitore) |
| Immagazzinamento | Memoria interna 42 GB Scheda di memoria fino a 1 TB | Memoria interna da 49 GB |
| Classe (UE) | C1 | C0 |
Dal punto di vista del design, il DJI Avata 360 e il Neo 2 hanno una silhouette piuttosto simile, con un’architettura ispirata ai CineWhoop e le eliche completamente protette. Una scelta che migliora la sicurezza in volo e riduce i rischi in caso di piccoli urti. Dietro questa somiglianza, però, i due droni perseguono obiettivi ben diversi. Il Neo 2 punta soprattutto sulla compattezza e sulla semplicità, mentre l’Avata 360 privilegia un design più robusto, pensato appositamente per le riprese video a 360°.
La differenza salta subito all’occhio. Con soli 151 g (160 g con il ricetrasmettitore), il Neo 2 è quasi tre volte più leggero dell’Avata 360 e rimane classificato nella categoria C0, la più flessibile a livello europeo. Un vero vantaggio per chi cerca un drone facile da trasportare e soggetto a meno restrizioni normative. L’Avata 360, più massiccio con i suoi 455 g, rientra invece nella categoria C1. In compenso, il suo telaio ispira maggiore fiducia e sembra più adatto a un uso intensivo o a un pilotaggio più sportivo.
La differenza più grande riguarda però la fotocamera. Il Neo 2 ha un classico modulo rivolto in avanti, mentre l’Avata 360 si basa su un sistema molto più sofisticato con due obiettivi in grado di riprendere a 360°. Per proteggere queste lenti particolarmente esposte, DJI ha messo a punto un meccanismo che fa ruotare automaticamente la fotocamera quando il drone è a terra, per poi riportarla in posizione di ripresa non appena decolla. Le lenti sono inoltre sostituibili dall’utente in caso di graffi, un vero vantaggio su un drone destinato a volare a ridosso degli ostacoli.
Infine, i due modelli hanno un approccio diverso alla memoria. Il Neo 2 ha 49 GB di memoria interna, contro i 42 GB dell’Avata 360. Però, solo quest’ultimo supporta schede microSD fino a 1 TB. Un dettaglio che diventa subito importante, visto che puoi registrare video fino a 8K, che occupano molto più spazio rispetto a quelli del Neo 2.
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DJI Avata 360 vs Neo 2: Trasmissione e controllo
| DJI Avata 360 | DJI Neo 2 | |
| Metodi di controllo | Radiocomando (volo classico) Volo FPV | Volo autonomo Applicazione DJI Fly Radiocomando (volo convenzionale) Volo FPV |
| Radiocomandi compatibili | DJI RC-N2 / DJI RC-N3 DJI RC 2 DJI FPV Remote Controller 3 DJI RC Motion 3 | DJI RC-N2 / DJI RC-N3 DJI RC 2 DJI FPV Remote Controller 3 DJI RC Motion 3 |
| Occhiali FPV compatibili | DJI Goggles 3 DJI Goggles N3 | DJI Goggles 3 DJI Goggles N3 |
| Sistema di trasmissione video | DJI O4+ | Wi-Fi di serie e DJI O4 tramite ricetrasmettitore opzionale |
| Distanza massima di trasmissione | FCC: 20 km CE: 10 km | FCC: 10 km CE: 6 km |
| Qualità dell’anteprima dal vivo | Obiettivo singolo: 1080p fino a 100 fps 360°: 1080p fino a 60 fps | fino a 1080p a 60 fps |
Il DJI Avata 360 e il Neo 2 condividono gran parte dell’ecosistema DJI. Entrambi sono compatibili con gli stessi radiocomandi (DJI RC 2, RC-N2, RC-N3, DJI FPV Remote Controller 3) e con i DJI Goggles 3 e DJI Goggles N3. Tuttavia, la loro filosofia di pilotaggio è molto diversa.
Il Neo 2 è chiaramente il più accessibile dei due. Puoi usarlo senza radiocomando, grazie ai suoi pulsanti integrati, in volo autonomo o direttamente dall’app DJI Fly. È persino possibile controllarlo con gesti o comandi vocali, il che ti permette di decollare velocemente per girare un selfie o una breve sequenza senza dover tirare fuori tutta l’attrezzatura. Per chi vuole spingersi oltre, l’aggiunta delricetrasmettitore O4 (incluso in alcuni pacchetti) apre poi le porte al pilotaggio classico con radiocomando o al volo FPV. Un approccio graduale, perfetto per iniziare prima di acquisire esperienza.
Il DJI Avata 360 segue un approccio diverso. Fin dalla sua progettazione, è stato pensato per essere usato sia con un radiocomando classico che in modalità FPV immersiva. Questo doppio approccio è particolarmente interessante per le riprese a 360°. Per una ripresa semplice, basta ad esempio decollare con un radiocomando classico, seguire la traiettoria e poi scegliere l’inquadratura in post-produzione. Al contrario, chi cerca un’esperienza più immersiva può passare ai Goggles e godersi appieno il pilotaggio in prima persona.
La differenza si nota anche sul lato della trasmissione video. L’Avata 360 integra direttamente il sistema DJI O4+, con una portata dichiarata fino a 10 km in modalità CE (20 km in modalità FCC) e un ritorno video a 1080p che può arrivare fino a 100 fps in modalità classica. Il Neo 2, invece, funziona tramite Wi-Fi quando viene usato da solo, una soluzione perfetta per il volo autonomo ma con una portata più limitata. L’aggiunta delricetrasmettitore DJI O4 gli permette però di beneficiare di una trasmissione a lunga portata, più che sufficiente per la stragrande maggioranza degli utenti. Sulla carta, il sistema O4+ dell’Avata 360 va un po’ oltre, soprattutto in termini di portata massima e resistenza alle interferenze, ma queste differenze sono difficili da notare nella maggior parte degli usi quotidiani.
In definitiva, entrambi i droni possono essere pilotati in tanti modi diversi, ma non si rivolgono allo stesso pubblico. Il Neo 2 punta soprattutto sulla semplicità e accompagna gradualmente chi lo usa verso modalità di pilotaggio più avanzate. L’Avata 360, invece, è pensato soprattutto per chi vuole alternare il volo classico e quello FPV, godendo al contempo di una trasmissione più performante già dal primo utilizzo.
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DJI Avata 360 vs Neo 2: Autonomia e ricarica
| DJI Avata 360 | DJI Neo 2 | |
| Batteria | 2700 mAh | 1606 mAh |
| Autonomia | 23 minuti | 19 minuti (17 minuti con la protezione dell’elica) |
| Tempo di ricarica | Ricarica diretta: 73 min (1 batteria) Stazione di ricarica: 47 min (1 batteria) / 100 min (3 batterie) | Ricarica diretta: 70 min (1 batteria) Stazione di ricarica: 68 min (3 batterie) |
L’autonomia non è il punto di forza di questi due droni, ma è comunque in linea con la loro progettazione e con gli usi a cui sono destinati. Sulla carta, il DJI Avata 360 ha un leggero vantaggio con i 23 minuti dichiarati, contro i 19 minuti del Neo 2 (o 17 minuti con le protezioni per le eliche montate).
Come spesso accade, queste cifre vanno prese con le pinze. I commenti degli utenti parlano piuttosto di 15-18 minuti di volo per l’Avata 360 e di 10-15 minuti per il Neo 2, a seconda della modalità di pilotaggio, del vento o della temperatura. La differenza è quindi ben reale, anche se dipende molto dalle condizioni di volo.
Questa differenza si spiega anche con la loro filosofia. Il Neo 2 è pensato soprattutto per fare velocemente qualche scatto in modalità autonoma o seguire un soggetto per qualche minuto. In questo contesto, la sua autonomia è di solito sufficiente. Invece, appena passi al pilotaggio classico o all’FPV, qualche batteria in più diventa subito indispensabile. L’Avata 360, dal lato opposto, offre qualche minuto di volo in più, un vantaggio apprezzabile per i voli immersivi o le riprese più lunghe.
Lato della ricarica, i due modelli sono praticamente alla pari. Ci vogliono circa 70-73 minuti per ricaricare una batteria direttamente tramite il drone. Con le rispettive stazioni di ricarica, ci vogliono circa 47 minuti per una batteria (100 minuti per tre) sull’Avata 360, contro i 68 minuti necessari per ricaricare le tre batterie del Neo 2.
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DJI Avata 360 vs Neo 2: Prestazioni di volo
| DJI Avata 360 | DJI Neo 2 | |
| Velocità massima | 6 m/s (modalità Cinema) 16 m/s (modalità Normale) 18 m/s (modalità Sport) | 8 m/s (modalità normale) 12 m/s (modalità sport) 12 m/s (inseguimento del soggetto) |
| Velocità massima di salita | 2 m/s (modalità Cinema) 6 m/s (modalità Normale) 10 m/s (modalità Sport) | 0,5 m/s (modalità Cinema) 3 m/s (modalità Normale) 5 m/s (modalità Sport) |
| Velocità massima di discesa | 1,5 m/s (modalità Cinema) 6 m/s (modalità Normale) 10 m/s (modalità Sport) | 0,5 m/s (modalità Cinema) 3 m/s (modalità Normale) 3 m/s (modalità Sport) |
| Resistenza massima al vento | 10,7 m/s (livello 5) | 10,7 m/s (livello 5) |
Sia il DJI Avata 360 che il Neo 2 sono entrambi piacevoli da pilotare, ma non regalano le stesse sensazioni in volo. Il Neo 2 punta soprattutto sulla semplicità e sulla stabilità, mentre l’Avata 360 offre un comportamento più dinamico, più in linea con il suo orientamento FPV.
Questo si nota soprattutto nelle prestazioni. In modalità Sport, l’Avata 360 può raggiungere i 18 m/s (quasi 65 km/h), contro i 12 m/s (circa 43 km/h) del Neo 2. Inoltre accelera più velocemente, sale più rapidamente e scende con maggiore reattività. Differenze che non cambiano granché nell’uso quotidiano, ma che offrono più libertà per realizzare traiettorie veloci o riprese più dinamiche.
Il Neo 2 non è però da meno. La sua nuova modalità Sport rappresenta un netto miglioramento rispetto alla generazione precedente, e anche la sua capacità di seguire il soggetto può ora raggiungere i 12 m/s. Una velocità più che sufficiente per seguire un ciclista, un jogger o anche un veicolo che viaggia a velocità moderata. Per il tipo di riprese a cui è destinato, il Neo 2 fa quindi perfettamente il suo dovere.
Entrambi i droni dichiarano inoltre una resistenza al vento di 10,7 m/s (livello 5). Sulla carta, quindi, hanno prestazioni identiche su questo punto. In pratica, però, l’Avata 360 potrebbe rivelarsi un po’ più stabile quando il vento si fa più forte, grazie alle sue dimensioni e al suo peso nettamente superiori. Una differenza che rimane comunque difficile da quantificare, visto che non ci sono test comparativi fatti nelle stesse condizioni.
Infine, il rumore è uno dei punti che gli utenti sollevano spesso. Con le eliche protette, questi due droni producono un suono più acuto rispetto a un drone con eliche classiche. I commenti sull’Avata 360 parlano di un livello sonoro piuttosto elevato, mentre anche il Neo 2 rimane ben udibile, anche se DJI sembra aver leggermente migliorato questo aspetto rispetto alla prima generazione.
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DJI Avata 360 vs Neo 2: Caratteristiche
| DJI Avata 360 | DJI Neo 2 | |
| Tipo di cattura | Obiettivo singolo + 360° | Un unico obiettivo |
| Modalità delle foto | Colpo singolo | Scatto singolo, scatti intervallati, SelfieShot |
| Modalità video | Video standard, QuickShots (tramite RC classico) | Video standard, QuickShots, MasterShots, Dolly Zoom, Inseguimento del soggetto ActiveTrack |
| Seguito del soggetto | ActiveTrack Tracciamento del soggetto a 360° | Tracciamento del soggetto con ActiveTrack |
| Rilevamento ostacoli | Omnidirezionale + LiDAR anteriore + sensore a infrarossi inferiore | Omnidirezionale (visione monoculare) + LiDAR anteriore + sensore a infrarossi inferiore |
Anche se il DJI Avata 360 e il Neo 2 fanno parte dello stesso ecosistema DJI, è chiaro che non hanno lo stesso obiettivo. Il Neo 2 punta soprattutto a rendere le riprese semplici e alla portata di tutti, grazie a tante funzioni automatiche. L’Avata 360, invece, punta sulla libertà offerta dalle riprese a 360°, che cambiano completamente il modo di filmare… e soprattutto di montare i tuoi video.
Due approcci alla creazione video
La differenza più importante tra questi due droni riguarda il modo in cui catturano le immagini. Il Neo 2 funziona come un drone classico, con un obiettivo rivolto in avanti. Una volta scelta l’inquadratura durante il volo, è difficile modificarla in seguito.
L’Avata 360 adotta un approccio completamente diverso. Certo, può filmare con un solo obiettivo, ma il suo vero punto di forza sta nella modalità a 360°. Registrando l’intera scena, ti permette di scegliere l’inquadratura dopo il volo, passare da una ripresa frontale a una posteriore, modificare l’angolo di campo o persino creare diverse sequenze a partire da un’unica ripresa.
Questo modo di lavorare richiede un po’ più di tempo in post-produzione, ma offre una libertà creativa senza pari. Mentre con il Neo 2 devi pensare all’inquadratura prima di decollare, l’Avata 360 ti permette di concentrarti quasi esclusivamente sulla traiettoria, lasciando la scelta delle inquadrature al montaggio.
Modalità intelligenti e tracciamento del soggetto
Il Neo 2, invece, prende il sopravvento quando si parla di funzioni automatiche. Oltre ai QuickShots, presenti su entrambi i modelli, offre i MasterShots, il Dolly Zoom, il SelfieShot e un ActiveTrack particolarmente avanzato. Quest’ultimo è in grado di seguire un soggetto fino a 12 m/s, lasciando la possibilità di scegliere l’angolo di tracciamento, la distanza o anche profili specifici per la bici e lo sci. Secondo i numerosi test disponibili, oggi è uno dei sistemi di tracciamento più performanti in questa categoria di droni.
Anche l’Avata 360 non è da meno. La sua funzione ActiveTrack 360° sfrutta appieno la ripresa panoramica per mantenere il soggetto nell’inquadratura per tutta la durata del volo, lasciando al contempo ampia libertà di ritaglio in post-produzione. È un approccio diverso: meno incentrato sull’automazione immediata e più sulla flessibilità offerta in fase di montaggio.
Rilevamento ostacoli
Entrambi i droni sono dotati di un sistema di rilevamento ostacoli omnidirezionale, integrato da un LiDAR rivolto in avanti e da un sensore a infrarossi sotto il velivolo. Sulla carta, le loro specifiche tecniche sono quindi molto simili.
La differenza sta soprattutto nel loro funzionamento. Sul Neo 2, questa protezione è sempre attiva, indipendentemente dalla modalità utilizzata. Sull’Avata 360, il sistema di rilevamento sfrutta le telecamere dedicate alla ripresa a 360° e dà quindi il meglio di sé in questa modalità. Con un unico obiettivo, alcune funzioni di assistenza diventano più limitate. In entrambi i casi, questi sistemi offrono un vero miglioramento in termini di sicurezza, ma il Neo 2 mantiene un leggero vantaggio grazie a un funzionamento più omogeneo, indipendentemente dal modo in cui si filma.
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DJI Avata 360 vs Neo 2: Immagine
| DJI Avata 360 | DJI Neo 2 | |
| Piattaforma di lavoro aerea | Gondola meccanica a singolo asse (inclinazione) | Navicella meccanica con 2 assi (inclinazione, rollio) |
| Sensori | 1/1,1 pollici | 1/2 pollice |
| Obiettivo | Formato equivalente 7,8 mm Apertura f/1,9 FOV 200° (in mm) | Formato equivalente a 16,5 mm Apertura: f/2,2 FOV 119,8 |
| Risoluzione delle foto | 30 MP / 120 MP | 12 MP |
| Risoluzione video massima | 360°: 8K fino a 60 fps 6K fino a 60 fps Obiettivo singolo: 4K fino a 60 fps 2,7K fino a 120 fps | Orizzontale: 4K fino a 100 fps Verticale: 2,7K fino a 60 fps |
| Gamma ISO | 100 à 12800 | 100 à 12800 |
| Velocità massima di trasmissione | 180 Mb/s | 80 Mb/s |
| Formato foto | JPEG DNG (RAW) | JPEG |
| Formato video | OSV/MP4 (H.265) | MP4 |
| Profilo del colore | Normale D-Log M | Normale |
Gondola, sensori e risoluzioni
Dal punto di vista tecnico, il DJI Avata 360 e il Neo 2 adottano due approcci molto diversi, in linea con la loro rispettiva filosofia.
Il Neo 2 è dotato di una gimbal meccanica a 2 assi (inclinazione e rollio), progettata per stabilizzare efficacemente una videocamera orientata in avanti. L’Avata 360, invece, si limita a una gimbal meccanica a un solo asse. Sulla carta potrebbe sembrare meno performante, ma questa differenza si spiega con il suo funzionamento: grazie alla ripresa a 360°, l’inquadratura e parte della stabilizzazione vengono gestite in post-produzione. La gimbal non ha quindi lo stesso ruolo che ha su un drone classico.
La differenza è ancora più evidente per quanto riguarda il sensore. L’Avata 360 monta due sensori CMOS da 1/1,1 pollici, ciascuno abbinato a un obiettivo ultragrandangolare con apertura f/1,9 e un campo visivo di 200°. Il Neo 2, invece, punta sul lato del sensore da 1/2 pollice, abbinato a un obiettivo equivalente a 16,5 mm, con apertura f/2,2 e un campo visivo di 119,8°. Sulla carta, l’Avata 360 ha quindi un hardware decisamente più ambizioso, soprattutto grazie ai suoi sensori più grandi e al suo sistema di acquisizione panoramica.
Le differenze si notano anche nelle risoluzioni disponibili. Per quanto riguarda le foto, l’Avata 360 può scattare immagini da 30 MP o 120 MP, supportando i formati JPEG e DNG (RAW). Il Neo 2 si limita invece a foto JPEG da 12 MP, una scelta in linea con il suo posizionamento più orientato al grande pubblico.
Anche per quanto riguarda i video, l’Avata 360 mantiene il vantaggio sulla carta. In modalità 360°, può registrare fino a 8K a 60 fotogrammi al secondo, mentre la modalità con obiettivo singolo arriva fino a 4K a 60 fps o 2,7K a 120 fps. Il Neo 2, dal lato suo, arriva a 4K a 100 fps in formato orizzontale e a 2,7K a 60 fps in formato verticale. L’Avata 360 ha inoltre un bitrate massimo di 180 Mb/s, contro gli 80 Mb/s del Neo 2, oltre al profilo colore D-Log M, pensato per offrire una maggiore latitudine in post-produzione.
Qualità dell’immagine
Sul campo, le differenze nella qualità delle immagini sono meno evidenti di quanto lasci intendere la scheda tecnica. In pieno giorno, entrambi i droni offrono immagini di ottima qualità, anche se l’Avata 360 sfrutta al meglio la sua dotazione tecnica più avanzata.
In condizioni di buona illuminazione, la Neo 2 stupisce per la qualità delle immagini. L’elaborazione è chiaramente migliorata rispetto alla generazione precedente, con un buon livello di dettaglio, una nitidezza uniforme e colori convincenti. Per i video destinati ai social o all’uso familiare, il risultato è più che soddisfacente.L’Avata 360 mantiene comunque un leggero vantaggio grazie ai suoi sensori più grandi, che offrono una resa più naturale, una migliore dinamica e una maggiore latitudine, soprattutto quando si ritagliano le sequenze girate a 360°.
È soprattutto quando la luminosità cala che la differenza si nota di più. Grazie ai suoi sensori da 1/1,1 pollici e all’apertura f/1,9, l’Avata 360 in genere conserva più dettagli nelle zone scure, produce un po’ meno rumore digitale e gestisce meglio le scene ad alto contrasto. La Neo 2 rimane comunque perfettamente utilizzabile in condizioni ottimali, ma il suo sensore da 1/2 pollice raggiunge più rapidamente i propri limiti quando la luce cala.
Infine, i due droni non si rivolgono allo stesso tipo di utente in fase di post-produzione. Il Neo 2 punta su un’immagine pronta da condividere, senza profili di esposizione né formato RAW. L’Avata 360 va oltre con il suo profilo D-Log M e il supporto del formato DNG (RAW) per le foto, offrendo maggiore flessibilità per regolare l’esposizione, i colori o la dinamica. Un vero vantaggio per i creatori di contenuti che vogliono mantenere la massima libertà in fase di montaggio.
🏆 Avata 360: qualità dell’immagine migliore, soprattutto in condizioni di scarsa illuminazione, e più possibilità in post-produzione.
DJI Avata 360 vs Neo 2: pacchetti e prezzi

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| DJI Avata 360 | DJI Neo 2 | |
| Drone da solo | 459 € | 239 € |
| Confezione standard | 719 € | – |
| Pacchetto Fly More | 939 € | 399 € |
| Pacchetto FPV | 939 € | 579 € |
I due droni sono disponibili in diverse configurazioni, ma il Neo 2 rimane chiaramente il più conveniente, con un prezzo di partenza fissato a 239 €, contro i 459 € dell’Avata 360.
In entrambi i casi, puoi comprare solo il drone. Per l’Avata 360, questa versione è pensata soprattutto per chi ha già un radiocomando o un sistema FPV compatibile. Il Neo 2, invece, può essere utilizzato subito dopo averlo tirato fuori dalla scatola, sia in volo autonomo che pilotato tramite l’app DJI Fly, senza bisogno di attrezzature aggiuntive.
L’Avata 360 offre anche una configurazione intermedia con il radiocomando DJI RC 2, pensata per chi vuole godersi un pilotaggio classico senza passare direttamente al Bundle Fly More. Il Neo 2 non ha una configurazione intermedia: si passa direttamente dal drone singolo al Bundle Fly More, che include un radiocomando DJI RC-N3, due batterie aggiuntive (tre in totale), una stazione di ricarica e gli accessori principali.
L’Avata 360 va però un po’ oltre con il pacchetto Fly More, che include il DJI RC 2 e aggiunge anche due batterie in più (tre in totale), una stazione di ricarica e una borsa da trasporto. Una soluzione interessante per chi preferisce il pilotaggio classico e vuole fare più sessioni di volo senza ricorrere all’FPV.
Entrambi i modelli sono disponibili anche in un pacchetto FPV che include i DJI Goggles N3, l’RC Motion 3, tre batterie e la stazione di ricarica. L’approccio rimane quindi abbastanza simile, anche se il prezzo varia notevolmente: 579 € per il Neo 2 contro i 939 € dell’Avata 360.
In fin dei conti, la differenza di prezzo riflette abbastanza bene il posizionamento dei due droni. Il Neo 2 punta soprattutto su un ottimo rapporto funzionalità/prezzo, mentre l’Avata 360 richiede un investimento maggiore in cambio della sua fotocamera a 360°, dei suoi sensori più grandi e della sua dotazione di fascia più alta.
🏆 Neo 2: un prezzo decisamente più conveniente e un ottimo rapporto funzionalità/prezzo.
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Conclusione: DJI Avata 360 vs Neo 2: quale scegliere?
Alla fine di questo confronto, una cosa è chiara: il DJI Avata 360 e il Neo 2 non rispondono affatto alle stesse esigenze. Il Neo 2 punta soprattutto sulla semplicità, con un sistema di controllo intuitivo, un’eccellente tracciamento del soggetto e tante modalità automatiche. L’Avata 360, dal lato opposto, punta su un approccio molto più creativo, grazie alla ripresa a 360° e alle numerose possibilità di ritaglio in post-produzione.
Se la tua priorità è riprendere velocemente le tue attività, i tuoi viaggi o le tue uscite, senza passare ore a montare i video, il Neo 2 è probabilmente la scelta più azzeccata. Più leggero, più economico e più facile da usare, è perfetto sia per i principianti che per chi cerca un drone in grado di riprendere praticamente da solo.
Al contrario, se ti piace creare i tuoi video, variare le angolazioni e sfruttare tutto il potenziale di una ripresa a 360°, l’Avata 360 è chiaramente di un altro livello. Più impegnativa e costosa, offre in cambio una qualità dell’immagine migliore, soprattutto quando la luce non è delle migliori, oltre a una maggiore libertà creativa in fase di montaggio.
In definitiva, il Neo 2 è senza dubbio la scelta migliore per la maggior parte degli utenti grazie al suo eccellente rapporto funzionalità/prezzo. L’Avata 360 è invece pensato soprattutto per gli appassionati e i creatori di contenuti che vogliono spingersi oltre i limiti delle riprese aeree.
Scegli il DJI Avata 360 se:
- vuoi girare un video a 360° e scegliere l’inquadratura dopo il volo;
- ti piace il montaggio video e cerchi maggiore libertà creativa;
- Stai cercando la migliore qualità dell’immagine, soprattutto in condizioni di scarsa illuminazione.
Scegli il DJI Neo 2 se:
- stai cercando un drone facile da usare, anche senza telecomando;
- vuoi approfittare delle numerose modalità automatiche e di un’eccellente tracciamento del soggetto;
- preferisci un drone leggero, compatto e facile da trasportare;
- Stai cercando il miglior rapporto tra funzionalità e prezzo.
💡 Per saperne di più, dai un’occhiata alle nostre recensioni complete dei due droni di questo confronto tra DJI Avata 360 e Neo 2:
➡️ La nostra recensione del DJI Avata 360
➡️ La nostra recensione del DJI Neo 2
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