DJI Avata 360, recensione completa: prima vola, poi scatta

Dopo Antigravity e il suo A1, il primo drone FPV 360 che ha lanciato il concetto, DJI sta per entrare in scena con il DJI Avata 360, un modello ibrido in grado di essere pilotato sia in modalità convenzionale che in immersione con gli occhiali. L’idea? Offrire un nuovo modo di filmare, con immagini a 360° e la totale libertà di ritagliare le riprese a piacimento in post-produzione. Sulla carta, la promessa è seducente… ma quanto vale davvero questo DJI Avata 360? A chi si rivolge? E soprattutto, è il drone giusto per voi? Tutte le risposte in questo articolo.

DJI Avata 360: cosa c’è da sapere

Non hai tempo (o pigrizia 😅 ) per leggere tutto? Ecco i punti chiave da ricordare sul DJI Avata 360 👇

  • 🛡️ Design robusto con protezioni integrate per le eliche e lenti facili da sostituire
  • 🕹️ Due modi di volare: radiocomando convenzionale o immersione FPV
  • 🎥 Doppia acquisizione: obiettivo singolo o a 360°, con una logica di ripresa completamente differente
  • 📡 Trasmissione DJI O4+ affidabile, con una buona resistenza alle interferenze
  • 🔊 Il drone è piuttosto rumoroso in volo, con un suono acuto che si fa subito notare
  • 🔋 Autonomia fino a 23 minuti (più che altro 15-18 minuti in condizioni reali)
  • 🎬 Acquisizione ultra-flessibile a 360°: gli scatti possono essere ritagliati dopo il volo
  • 📷 Video fino a 8K 60 fps, 10-bit e D-Log M + foto RAW
  • 📦 Diversi pacchetti disponibili a partire da 459€, con un’ampia compatibilità se hai già un’attrezzatura DJI

📌 Un drone diverso da tutti gli altri, progettato per chi vuole filmare in modo diverso, con una libertà creativa unica.

DJI Avata 360 : Design

test di progettazione di dji avata 360
Peso455 g
Dimensioni (L x W x H)246 × 199 × 55,5 mm
ImmagazzinamentoMemoria interna 42 GB
scheda microSD fino a 1TB
Classe (UE)C1

Con Avata 360, DJI si basa su un design già ben consolidato nella sua gamma, in particolare su Avata 2, Neo e Neo 2. La forma piatta e protetta, con eliche integrate in una struttura chiusa, è diventata una vera e propria firma di questo tipo di drone. Si tratta di una scelta logica, che garantisce solidità e sicurezza, pur rimanendo adatta all’uso sott’acqua.

Più grande dell’Avata 2, il DJI Avata 360 misura 246 × 199 × 55,5 mm e pesa 455 g. Un formato leggermente più grande, necessario per integrare il sistema di acquisizione a 360°, pur rimanendo relativamente compatto per un drone di questo tipo.

È la fotocamera che si fa notare. Il drone trasporta un modulo con due lenti “a bolla”, una per lato, che sono necessariamente esposte. Quando è a terra, la carlinga è posizionata in modo da proteggere queste lenti: una lente è rivolta in avanti, l’altra all’indietro, sul lato del telaio. Il drone si appoggia poi su piccoli cuscinetti di gomma integrati, evitando il contatto diretto con i sensori. Una volta in volo, la telecamera passa automaticamente alla configurazione a 360°, con un obiettivo rivolto verso l’alto e l’altro verso il basso. Prima dell’atterraggio, il sistema torna in posizione “sicura” per proteggere le lenti. Un sistema ingegnoso, chiaramente ben pensato per questo tipo di drone.

DJI ha pensato anche alla durata. Le lenti possono essere sostituite dall’utente tramite un kit dedicato, in modo da poter risolvere eventuali graffi da soli senza rivolgersi al servizio di assistenza. Un vero vantaggio per un drone che sarà inevitabilmente esposto agli elementi.

Infine, l’essenziale in termini di connettività: una porta USB-C per la ricarica e il trasferimento di file e uno slot microSD per espandere lo spazio di archiviazione. Il drone è dotato di 42 GB di memoria interna, una capacità già sufficiente per iniziare a filmare senza scheda di memoria. Ma dato che i video in 8K sono particolarmente esigenti in termini di spazio di archiviazione, l’aggiunta di una scheda microSD è altamente consigliata se vuoi essere davvero tranquillo a lungo termine.

DJI Avata 360: trasmissione e radiocomandi

Radiocomandi compatibiliDJI RC 2
DJI RC-N2 / DJI RC-N3
DJI RC Motion 3
DJI FPV Remote Controller 2
Sistema di trasmissione videoDJI O4+
Distanza massima di trasmissioneFCC: 20 km
CE: 10 km
Qualità dell’anteprima dal vivoObiettivo singolo: 1080p fino a 100 fps
360°: 1080p fino a 60 fps

Due modi di guidare

Questo è chiaramente uno degli aspetti più interessanti di DJI Avata 360. A differenza di alcuni droni 360, che permettono solo di volare immersi, DJI ti dà la possibilità di scegliere.

Innanzitutto, il drone può essere controllato in modo tradizionale, con un radiocomando come il DJI RC 2 o il DJI RC-N2 / RC-N3. L’esperienza è simile a quella di un drone tradizionale, con uno schermo e controlli più semplici da utilizzare. Questo è un vantaggio significativo, soprattutto quando si vola da soli, in quanto si evitano i vincoli del volo con il casco.

Ma Avata 360 può anche passare alla modalità FPV immersiva, utilizzando i DJI Goggles 3 o Goggles N3, abbinati a un controller con sensore di movimento come il DJI RC Motion 3 o a un telecomando FPV più convenzionale. Si tratta di un’esperienza molto più coinvolgente, pensata per il pilotaggio in prima persona.

Soprattutto, questo doppio approccio apre una vasta gamma di utilizzi. Per una semplice ripresa, ad esempio, basta decollare, volare in linea retta e poi tornare indietro. Poiché il drone filma a 360°, tutto è già stato ripreso: non resta che scegliere le angolazioni in post-produzione. In questo caso non c’è bisogno di un casco o di una configurazione FPV completa, il che fa risparmiare tempo e ti permette di andare dritto al punto, senza dover smanettare troppo.

La trasmissione O4+ è affidabile come sempre

Dal lato della trasmissione, DJI utilizza il suo sistema O4+, già visto sui suoi modelli recenti. Non sorprende che la connessione sia stabile e pulita, con una buona gestione delle interferenze, soprattutto in ambienti affollati.

In pratica, questo significa un raggio d’azione fino a 10 km in CE (20 km in FCC) in condizioni ideali, e un ritorno video a 1080p. L’anteprima può arrivare a 100 fotogrammi al secondo in modalità classica e a 60 fotogrammi al secondo in modalità 360°, il che è comunque più che sufficiente per un ritorno fluido.

Niente di rivoluzionario sulla carta, ma un sistema affidabile e ben controllato in grado di reggere anche in condizioni leggermente più complesse.

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DJI Avata 360: prestazioni in volo

Velocità massima6 m/s (modalità Cinema)
16 m/s (modalità Normale)
18 m/s (modalità Sport)
Velocità massima di salita2 m/s (modalità Cinema)
6 m/s (modalità Normale)
10 m/s (modalità Sport)
Velocità massima di discesa1,5 m/s (modalità Cinema)
6 m/s (modalità Normale)
10 m/s (modalità Sport)
Resistenza massima al vento10,7 m/s (livello 5)

Su questo punto non ci sono sorprese: il DJI Avata 360 rimane fedele a ciò che DJI offre di solito. È un drone stabile e sano , facile da gestire anche per chi non è abituato a volare.

Troverai le tre classiche modalità di volo del marchio. La modalità Film per movimenti fluidi, la modalità Normale per un buon equilibrio e la modalità Sport per un po’ più di eccitazione. In quest’ultima modalità, il drone può salire fino a 18 m/s (circa 65 km/h), il che è più che sufficiente per effettuare scatti dinamici senza ritrovarsi con un apparecchio difficile da controllare.

Anche la resistenza al vento , annunciata a 10,7 m/s (livello 5), è nella media. In termini pratici, questo significa che puoi volare nella maggior parte delle situazioni senza farti troppe domande, anche se, come sempre, il vento rimane un fattore da non trascurare.

Nel complesso, il feedback è piuttosto chiaro: il drone è affidabile e piacevole da pilotare, con un comportamento prevedibile. Non si tratta di nulla di rivoluzionario, ma di una base solida, in linea con ciò che DJI fa già così bene.

Un punto, tuttavia, viene regolarmente sollevato: il rumore. Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni di un drone piuttosto rumoroso, con un suono acuto che si fa sentire rapidamente durante il volo. Questo non è necessariamente sorprendente con questo tipo di formato, ma è chiaramente qualcosa da tenere a mente, soprattutto se voli in ambienti tranquilli.

DJI Avata 360: autonomia e ricarica

Batteria2700 mAh
Autonomia23 minuti
Tempo di ricaricaCarica diretta (65W): 73 min (1 batteria)
Stazione (100W): 47 min (1 batteria) / 100 min (3 batterie)

Le batterie si inseriscono direttamente nella parte posteriore del drone e presentano il classico indicatore a quattro LED per un rapido controllo dei livelli di carica prima del decollo.

Dal punto di vista della durata della batteria, il DJI Avata 360 dichiara fino a 23 minuti di volo. In pratica, secondo i test indipendenti e i feedback degli utenti, in condizioni reali impiega dai 15 ai 18 minuti. Questo non sorprende: come spesso accade, la differenza dipende dallo stile di volo, dalle condizioni meteorologiche e dalla modalità utilizzata.

Il raggio d’azione è ancora decente per questo tipo di drone, soprattutto con un sistema di acquisizione a 360°, ma niente di particolarmente rivoluzionario.

DJI offre due lati di ricarica. La ricarica diretta tramite il drone (65W) richiede circa 73 minuti per una batteria completa. Con la stazione di ricarica (100W), il tempo scende a 47 minuti per una batteria e a circa 100 minuti per caricarne tre.

DJI Avata 360 : Caratteristiche

Modalità delle fotoColpo singolo
Modalità videoQuickShots, ActiveTrack per il tracciamento dei soggetti a 360°, Spotlight Free
Rilevamento ostacoliSistema ottico omnidirezionale, completato da un sensore LiDAR + infrarossi rivolto in avanti alla base del dispositivo.

Due modi di filmare: obiettivo singolo o 360°, due approcci molto diversi tra loro

La DJI Avata 360 offre in realtà due modalità di ripresa, con logiche piuttosto diverse a seconda del risultato desiderato.

La prima è la modalità a lente singola. In questo caso, il drone si comporta come una fotocamera tradizionale, con un unico punto di vista. Il risultato si avvicina a quello che può offrire un drone tradizionale, anche se l’angolo rimane molto ampio per impostazione predefinita, offrendo un’immagine più coinvolgente e anche un po’ diversa dai droni stabilizzati tradizionali come il Mini o il Mavic. Tuttavia, questa modalità presenta alcune limitazioni: nessun tracciamento del soggetto, nessun rilevamento omnidirezionale e una stabilizzazione meno completa, in particolare sull’asse di rollio, che può portare a un’immagine leggermente inclinata quando si gira.

Ma è la modalità a 360° che cambia davvero le cose. In questo caso, il drone riprende tutto ciò che lo circonda, in ogni direzione. In termini pratici, questo significa che quando stai volando non devi pensare all’orientamento della telecamera. Puoi semplicemente concentrarti sulla traiettoria – avanzare, girare, attraversare un ambiente – e tutto il resto verrà registrato.

Ed è proprio qui che sta la differenza: il lavoro non viene più svolto solo al momento della ripresa, ma soprattutto in post-produzione. Da un’unica sequenza è possibile scegliere qualsiasi angolazione, passare da un’inquadratura frontale a una posteriore, inquadrare dal lato o addirittura zoomare sull’immagine. In pratica, una singola sequenza può generare una moltitudine di inquadrature diverse.

Questo tipo di operazione richiede inevitabilmente un po’ più di lavoro dietro le quinte, ma offre un ‘enorme libertà creativa, difficile da trovare con un drone convenzionale.

Modalità intelligenti ma centrate a 360°

Dal punto di vista fotografico, il DJI Avata 360 è piuttosto semplice. Offre una sola modalità di scatto, senza modalità a raffica o avanzate. Ma in realtà la logica è diversa: poiché il drone riprende a 360°, ogni foto corrisponde a un’immagine completa dell’ambiente, con una risoluzione fino a 120 megapixel. In altre parole, anche una semplice foto può essere ritagliata liberamente per creare diversi punti di vista, un po’ come un panorama, ma molto più flessibile.

I video includono i noti QuickShots di DJI, che eseguono automaticamente una serie di movimenti pre-programmati della fotocamera.

Ma le funzioni più interessanti sono chiaramente legate alla modalità a 360°. In particolare, il drone offre il tracciamento del soggetto a 360° ActiveTrack, in grado di mantenere un bersaglio nell’inquadratura per tutta la durata del volo. DJI offre anche diversi profili adatti a determinate situazioni (modalità standard, ciclismo o sci), che consentono di regolare il comportamento di tracking in base all’attività svolta. Il vantaggio è duplice: il drone gestisce il tracking, ma l’inquadratura può essere regolata liberamente in post-produzione.

Nella stessa ottica, c’è la modalità Spotlight Free, che ti permette di agganciare un soggetto mantenendo il controllo manuale del drone. Insieme all’acquisizione a 360°, questo permette di creare scatti dinamici mantenendo una notevole libertà di ritaglio in seguito.

Nota che queste funzioni avanzate sono riservate alla modalità a 360°. In modalità a lente singola, il drone diventa molto più limitato, con meno assistenze e nessun tracciamento del soggetto.

Funzioni FPV e facilità d’uso

Oltre alla gamma di modalità di ripresa, il DJI Avata 360 ha anche una serie di funzioni direttamente collegate al suo utilizzo in FPV.

In particolare, c’è un Acro semplificato, accessibile tramite il DJI RC Motion 3, che permette di eseguire facilmente trick come Flip o sideslip, anche senza molta esperienza. Si tratta di un ottimo modo per avvicinarsi alle sensazioni dell’FPV senza dover imparare troppe tecniche.

Un’altra funzione interessante è l’Head Tracking. In modalità FPV, è possibile orientare la telecamera semplicemente muovendo la testa, utilizzando i DJI Goggles. Questo migliora l’immersione e ti permette di inquadrare in modo più intuitivo, senza toccare i comandi.

Infine, DJI offre ancora QuickTransfer, che ti permette di trasferire rapidamente i file su uno smartphone senza dover rimuovere la scheda di memoria. Si tratta di un piccolo extra utile per recuperare rapidamente le riprese, soprattutto sul campo.

Rilevamento ostacoli omnidirezionale… solo a 360°

Sulla carta, il DJI Avata 360 è ben equipaggiato. Dispone di un sistema di rilevamento omnidirezionale, basato su sensori ottici, un LiDAR rivolto in avanti e un sensore a infrarossi sul lato inferiore del dispositivo.

In concreto, i sensori di visione rilevano gli ostacoli intorno al drone, mentre il LiDAR migliora il rilevamento frontale, soprattutto in condizioni di scarsa illuminazione o su superfici difficili da rilevare per i sensori tradizionali, come il vetro. Questo tipo di sensore è sempre più presente sui recenti droni DJI, dove integra efficacemente i sistemi di visione tradizionali.

In pratica, il funzionamento è un po’ più sottile. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il drone non dispone di sensori dedicati nella parte posteriore. Per coprire quest’area, si affida alle telecamere utilizzate per le riprese a 360°, orientate verso l’alto e verso il basso.

In modalità 360°, queste telecamere vengono sfruttate appieno, consentendo un rilevamento davvero omnidirezionale. In modalità a lente singola, invece, non vengono più utilizzate allo stesso modo. Di conseguenza, il rilevamento diventa molto più limitato, con una copertura rivolta principalmente in avanti. Un aspetto da tenere presente quando si utilizza questa modalità di ripresa.

Applicazioni e post-produzione

Come spesso accade con DJI, Avata 360 si basa su due applicazioni principali: DJI Fly per i telefoni cellulari e DJI Studio per i PC.

L’applicazione DJI Fly non si limita alle impostazioni di base. Ti permette già di ritagliare sequenze a 360°, selezionare angoli di ripresa, posizionare punti chiave, regolare la stabilizzazione e regolare la colorimetria. Questo significa che puoi iniziare a fare editing direttamente dal tuo smartphone, senza dover necessariamente utilizzare un computer.

Ma per sfruttare tutto il potenziale del drone, DJI Studio rimane lo strumento più completo. Il software fa un ulteriore passo avanti nel reframing dei video a 360°, con un controllo preciso dei movimenti della videocamera e dell’inquadratura.

Una delle caratteristiche più interessanti è la possibilità di seguire il soggetto in post-produzione. In concreto, anche se non è stato utilizzato il tracking durante il volo, è possibile selezionare un soggetto in seguito e il software lo integrerà nell’inquadratura per tutta la sequenza. Si tratta di una funzione particolarmente potente, che aumenta ulteriormente la flessibilità offerta dall’acquisizione a 360°.

In pratica, quindi, le riprese sono relativamente semplici… ma gran parte del lavoro viene fatto dopo, durante il montaggio.

DJI Avata 360 : Immagine

Piattaforma di lavoro aereaGondola meccanica a un asse (inclinazione)
Gondola virtuale a 360 gradi
SensoreDue sensori CMOS quadrati da 1/1,1 pollici
ObiettivoFormato equivalente a 7,8 mmApertura F/1,9FOV 200
Risoluzione delle foto 30 o 120 MP
Risoluzione video massimaModalità a 360°:
8K fino a 60 fps
6K fino a 60 fps

Modalità a lente singola:
4K fino a 60 fps
2,7K fino a 120
Gamma ISO100 à 12800
Velocità massima di trasmissione180 Mb/s
Formato fotoJPEG
DNG (RAW)
Formato videoOSV/MP4 (H.265)
Profilo del coloreNormale
D-Log M

Navicella, sensori e risoluzione

Il DJI Avata 360 si basa su una capsula meccanica a singolo asse (tilt), integrata da una stabilizzazione software e, soprattutto, da una ripresa a 360°. In questo contesto, l’assenza di una gondola convenzionale a 3 assi non rappresenta un problema: il drone riprende in tutte le direzioni e l’inquadratura viene effettuata in post-produzione.

Dal lato hardware, ci sono due sensori CMOS quadrati da 1/1,1 pollici, ciascuno abbinato a un obiettivo ultragrandangolare (7,8 mm equivalente, apertura f/1,9, FOV di 200°). Insieme, coprono una sfera completa per produrre un’immagine a 360°.

Per la fotografia, il drone offre scatti da 30 o 120 megapixel, con la possibilità di registrare in JPEG o DNG (RAW). In pratica, ogni scatto corrisponde a una scena completa, che può essere ritagliata a seconda delle esigenze.

Per quanto riguarda i video, Avata 360 può filmare fino a 8K a 60 fotogrammi al secondo in modalità 360°, o 4K a 60 fps in modalità a lente singola (con 2,7K fino a 120 fps). Non c’è una modalità slow-motion dedicata per andare oltre, ma queste frequenze di fotogrammi ti permettono comunque di ottenere uno slow-motion 2x pulito, sia in modalità 360° che in quella a lente singola.

Qualità dell’immagine

Nel complesso, la qualità delle immagini è giudicata molto buona per un drone a 360°, con una resa dettagliata e colori ben controllati. In particolare, diversi feedback parlano di un buon bilanciamento dinamico, con scene contrastanti gestite correttamente, anche in controluce.

D’altra parte, è importante tenere presente che il risultato è diverso da quello di un drone stabilizzato tradizionale come un Mini o un Air. Le immagini sono molto pulite vicino ai soggetti, ma possono perdere un po’ di nitidezza più lontano. Un compromesso abbastanza classico per questo tipo di riprese.

Avata 360 supporta i video a 10 bit e il profilo colore D-Log M, consentendo di recuperare più informazioni in post-produzione e di perfezionare il rendering finale. Dal lato delle foto, la presenza del formato RAW (DNG) è un passo nella stessa direzione e offre una maggiore libertà di elaborazione delle immagini.

DJI Avata 360: confezioni e prezzi

Prezzo di prova di dji avata 360
Pacchetto Motion Fly More per il DJI Avata 360 (configurazione FPV completa)

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Drone da solo459 €
Pacchetto standard (DJI RC 2)719 €
Pacchetto Fly More (DJI RC 2)939 €
Pacchetto Motion Fly More 939 €

Il DJI Avata 360 è disponibile in diverse configurazioni, con una logica semplice: un singolo drone per gli utenti già equipaggiati, e pacchetti più completi per soddisfare le diverse esigenze.

  • Solo drone (€459): solo il drone con batteria. Compatibile con i radiocomandi DJI RC 2, RC-N2 / RC-N3 e le attrezzature FPV (RC Motion 3, Goggles N3 / Goggles 3). Ideale se sei già attrezzato.
  • DJI RC 2 pack (719€ ): drone + telecomando con schermo + accessori di base (eliche, protezione, cavo, ecc.). DJI ha aggiunto anche un tappetino di atterraggio per un uso pratico sul campo.
  • Fly More Pack (€939): drone + DJI RC 2 + 3 batterie, stazione di ricarica e borsa per il trasporto. Una configurazione pensata per un volo dopo l’altro.
  • Pacchetto Motion Fly More (€939 ): drone + RC Motion 3 + Goggles N3 + 3 batterie + docking station + borsa. Il pacchetto dedicato al pilotaggio FPV.

Si noti che nessuna delle confezioni include le lenti di ricambio. Queste sono vendute separatamente: 21€ per una singola lente o 25€ per il kit completo, anche se sono facili da sostituire.

Conclusione DJI Avata 360: un drone di classe a sé stante

Con Avata 360, DJI offre un tipo di drone leggermente diverso, che non vuole sostituire i modelli tradizionali, ma aprire nuove possibilità. Pur non puntando sulla pura qualità dell’immagine o sulla versatilità tradizionale, offre una reale flessibilità, con due modalità di pilotaggio (tradizionale o FPV) e due modalità di acquisizione (obiettivo singolo o 360°).

A terra, questo significa un drone facile da maneggiare, affidabile in volo e in grado di produrre immagini molto pulite per questo tipo di formato. Ma il suo vero punto di forza è un altro: l’acquisizione a 360°, il che significa che puoi filmare senza preoccuparti dell’inquadratura e poi decidere l’angolazione in post-produzione.

D’altra parte, non tutto è adatto a qualsiasi uso. Il rendering rimane diverso da quello di un drone tradizionale, alcune funzioni dipendono dalla modalità utilizzata e l’editing diventa una fase essenziale per sfruttare appieno il potenziale del drone.

Ma per chi vuole filmare in modo diverso, con un approccio più creativo e libero, Avata 360 offre qualcosa di veramente diverso.

A chi è destinata la DJI Avata 360?

Il DJI Avata 360 non è adatto a tutti. Non è necessariamente il drone ideale per chi cerca immagini da utilizzare subito, senza dover passare per il processo di editing. Come per le videocamere 360, il vero lavoro viene dopo lo scatto.

D’altra parte, ha perfettamente senso per i creatori di contenuti, i videografi o gli appassionati che vogliono moltiplicare le angolazioni e le possibilità di un singolo volo. Con l’acquisizione a 360°, puoi ottenere un’ampia varietà di scatti, con una libertà di inquadratura difficile da ottenere con un drone tradizionale.

È anche una buona scelta per chi scatta da solo e vuole semplificare le riprese, senza dover gestire costantemente l’orientamento della fotocamera.

D’altra parte, per un uso più tradizionale – o se la qualità dell’immagine è il criterio principale – un drone tradizionale come un Mini o un Mavic sarà più adatto, con un’immagine complessiva più precisa e controllata.

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